Thank you

​Sono felice.

So che sembra un’esagerazione, ma è la verità. Sono felice non grazie a qualcuno, ma grazie a me stessa. Sono orgogliosa di dove sono nella vita, di quello che ho costruito, di chi sono riuscita a diventare. Non è facile accettare e accettarsi, prendere la vita come viene e vedeerne il lato positivo. Eppure, ogni sera che torno tardi dall’università, ogni pagjna che mi manca da studiare, ogni pomeriggio trascorso in biblioteca davanti agli appunti delle lezioni, io sono felice. O almeno, non nel momento stesso, ma dopo.
Il viaggio in treno è per me un momento catartico in cui ripenso a quanto ho vissuto e comprendo non solo di quanto sono fortunata, ma anche a quanto ciò che ho mi renda felice. Guardo gli altri e li vedo lamentarsi di ogni cosa, dall’iPhone  ormai fuori moda alla noia  che accompagna ogni lezione, e non capisco. Non capisco perché ci si debba lamentare dei nostri privilegi anziché ringraziare perché perlomeno si ha qualcosa.
Perciò questo post vuole essere un ringraziamento: grazie ai miei genitori, a mia sorella, alle mie amiche, ai miei insegnanti, ai miei diritti, ai miei doveri, ai miei privilegi, a chi mi ha dato la vita e alla vita stessa, ma soprattutto grazie al sole che sorge ogni mattina nonostante tutto.

Ps: e grazie anche a voi, miei lettori!

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