Quante volte ci hanno detto di fare la cosa giusta? A me tante. Forse troppe. Ma in ogni caso crescendo ho sviluppato un forte senso di giustizia -che a volte si tramuta in un ardente spirito critico-, quindi penso che il consiglio in questiine sarebbe stato da me seguito comunque.
Oggi a scuola avevamo una prova di comprensione orale (ascolto di un breve testo in lingua, domande al riguardo, risposte brevi e voto finale). Il libro da cui era tratto il testo era conosciuto da tutta la classe poiché era quello assegnato per le vacanze come lettura estiva. Dunque conoscenza preliminare e prova fattibile. Eppure becco due mie compagne a cercare la parte ascoltata sul loro cellulare (appositamente ben nascosto), così,  dopo essermi consultata velocemente con una mia compagna, alzo la mano e chiedo se dobbiamo liberare i banchi. La prof dice che ovviamente vanno sgombrati, che non c’era bisogno di chiederlo (e allora perché non l’ha detto subito?). Fatto sta che wueste due compagne mi lanciano un’occhiataccia e durante l’intervallo una di loro si avvicina: con aria saccente mi accusa di aver fatclasseto un torto nei confronti anche delle mie amiche, che a me non dovrebbe importare nulla di come lei prende un voto, che adesso prenderanno un brutto voto per colpa mia, che lei non avrebbe mai fatto la spia se fossi stata io quella che copiava.
Ora, dico io, cosa volete che mi interessi del suo voto come numero in sé? Nulla, perché in cinque anni di scuola i voti sono una costante. La cosa che mi dà fastidio è il fatti che lei potesse prendere un bel nove barando mentre io me la cavavo con un sei tirato. Mi avrebbe fatto saltare i nervi l’idea di lei che copiava ogni riga dal libro mentre io faticavo per capire se la voce del cd diceva ‘vin’ o ‘vingt’. E se lei non avrebbe mai fatto quello che ho fatto io buon per lei, figlia di una prof di religione perbenista che fa la catechista a bimbi di dieci anni a cui insegna la cosiddetta “morale cristiana”. Complimenti ai genitori che hanno cresciuto dei figli con una morale così integra, davvero. D’altronde siamo in Italia e non è che ci si possa aspettare molto. Perché ci può benissimo stare il suggerimento piuttosto che il bigliettino, ma copiare spudoratamente dal testo, pensare di farla franca, credere di stare nel giusto e pigliare pure per fessi tutti gli altri no. Mi spiace cara ma io proprio non ci sto.

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